Se mi invitano a pranzo mi sento felicemente investita della responsabilità di occuparmi del dolce, e questo plum cake al mango è stato davvero un regalo graditissimo da tutti i commensali.
Ho tirato un sospiro di sollievo, anche se sapevo di andare sul sicuro! Innanzitutto il mango è un frutto molto originale da usare, e questo già mi stuzzicava assai, poi la sua dolcezza e il suo gusto particolare non possono che essere apprezzati.

Questa ricetta arriva dritta dritta dal libro che attualmente considero la mia bibbia culinaria, ovvero "750 ricette per il muffin perfetto" di Camilla Saulsbury.
Ah, Camilla, se mi stai leggendo sappi che sei il mio nuovo guru!

Questo impasto può tranquillamente essere declinato in forma di muffin, plum cake come nel mio caso, e torta tonda.
Io ho aggiunto l'elemento sexy, ossia le fette di mango sulla superficie, è un tipo di decorazione perfetta per la forma allungata del plum cake e può essere replicato anche usando le mele, le pere, la papaya, il kiwi, un pò tutti i frutti abbastanza grandi da poter essere affettati.
L'aggiunta di zenzero e cardamomo accompagna alla grande il mango e ricorda gli ingredienti tipici dei dolci (ma anche dei piatti salati) indiani.

Provate questo plum cake, è ottimo soprattutto accompagnato da una buona tazza di tè o una tisana allo zenzero e limone.

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Mi capita raramente di provare il desiderio di cimentarmi con un dolce dalla lunga preparazione, che necessiti di una lievitazione lenta e pigra, siamo bombardati da ricette facili e veloci, ricette last minute, pranzi luculliani da tirar fuori in quindici minuti, che l'idea di attendere un intero giorno per vedere finita la propria creazione diventa impensabile ci fa rinunciare all'impresa senza aver mai tentato.

Se volete avventurarvi nella realizzazione della Torta babà, vi servirà per prima cosa: un giorno intero, una stanza calda, asciutta e accogliente per far lievitare gli impasti, tutti gli ingredienti che vi posto di seguito e una buona dose del liquore che preferite.

L'idea di sperimentare questo dolce è nata dal mio albero di ciliegie, che nella scorsa primavera è stato di una generosità impressionante, ci ha dato così tanti frutti che ho deciso di preparare il cherry brandy. Le ciliegie e lo zucchero hanno riposato per sei mesi in un barattolone di vetro con chiusura ermetica e in dicembre ho filtrato lo sciroppo e aggiunto l'alcool. Ero così orgogliosa del risultato che ho deciso di festeggiare con questo dolce. Del resto una torta babà è il meglio che si possa pensare per esaltare la bontà di un liquore!

Sono dell'opinione che si possa sperimentare ulteriormente, se non avete del cherry brandy, potete usare il liquore che preferite, un limoncello, un liquore al bergamotto, persino del ponch, da abbinare ad una crema che faccia bene il paio con la bagna che avete scelto... perchè no, potete anche restare nella tradizione e optare per un classico rum.

Per la ricetta ho preso spunto dal blog Ho voglia di dolce, visto che non è un dolce che appartiene alla tradizione culinaria di casa mia, all'inizio brancolavo nel buio. bisogna studiare il doppio se si è autodidatti, ma il risultato è davvero molto goloso!

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Voglia di tradizione e poco tempo a disposizione? Volete preparare qualcosa con la certezza che sia apprezzata da tutti? La risposta non sta nelle stelle, ma nel vostro forno, ovviamente dopo esservi munite di una certa quantità di farina di mandorle!
Facciamo i pasticcini alle mandorle, pilastro della pasticceria siciliana e di tutto il sud in genere!
C'è un posto sicuro dove posso reperire ricette tradizionali collaudatissime e trucchi per lo Sugarcraft, ed è School of Sugarcraft, da dove ho attinto la ricetta dimezzando le dosi.

Ho ricordi dei pasticcini alle mandorle praticamente da sempre: matrimoni, battesimi, compleanni, feste patronali, fiere, qualunque occasione è sempre stata condita dolcemente da queste piccole, meravigliose presenze, decorate con ciliegie candite rosse o verdi, da un chicco di caffè, una mandorla pelata, o pezzetti di arancia candita. Il gusto non cambiava, ma la decorazione differente era sempre un'ottima scusa per mangiarne un altro, poi un altro e un altro ancora.

La preparazione non è affatto difficile, richiedono anche pochi minuti di cottura, ma da rispettare rigorosamente per non biscottarli. Che ne dite, ci proviamo?
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